Tour virtuali, video immersivi 360°, realtà virtuale.

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Huawei VR Glass 6DOF è un visore dedicato al gaming: è stato annunciato dall'azienda cinese nel corso del 2020 World VR Industry Conference Cloud Summit con l'obiettivo di offrire agli utenti uno strumento in grado di migliorare l'esperienza rendendola sempre più immersiva e "naturale" nei movimenti e nella gestione del dispositivo

Huawei VR Glass 6DOF è un visore dedicato al gaming: è stato annunciato dall’azienda cinese nel corso del 2020 World VR Industry Conference Cloud Summit con l’obiettivo di offrire agli utenti uno strumento in grado di migliorare l’esperienza rendendola sempre più immersiva e “naturale” nei movimenti e nella gestione del dispositivo,
LA VISITA VIRTUALE
Tra le esperienze che non si possono improvvisare è l’offerta della visita virtuale del museo on-line nelle sue due varianti: la consultazione della collezione on-line, che ha sviluppato invece con successo la Pinacoteca di Brera in autonomia; oppure il tour virtuale, quest’ultimo non diffusissimo in Italia (si veda quello esemplare dell’Egizio di Torino dedicato alla mostra Archeologia Invisibile). È da segnalare, tuttavia, che numerosi musei italiani hanno sviluppato i loro tour grazie alla collaborazione con Google Arts and Culture, come la Galleria degli Uffizi.
Non ultimo, l’infrastruttura che consente di connettersi ha mostrato le sue debolezze e lacune, nella distribuzione sul territorio nazionale, ma non solo, anche sul carico della rete dati.
Mai come oggi un segnale da parte del Governo dovrebbe essere dato sulla distribuzione capillare del 5G; senza la disponibilità di connessione stabile, l’intera creazione di contenuti resta del tutto vana, come è stato evidente a chiunque stia conducendo esperienze di insegnamento via web in tempo reale.
Forse era necessaria un’occasione così straordinariamente drammatica per dare definitiva conferma teorica, attestata dalla pratica, che un museo è un’istituzione al servizio della società, in relazione con la comunità, locale e globale, e che proprio in questa relazione risiede la sua ragion d’essere. Tale relazione e connessione è al momento possibile solo attraverso i canali digitali.
Non era poi difficile da immaginare, data la maturazione nella museologia: essere dedicati al visitatore, e non alla collezione, significa che senza visitatore, a porte chiuse, non c’è museo e lo dico – sia ben chiaro – con tutto il rispetto per la funzione primaria della conservazione del patrimonio.
E infatti la funzione del museo si è, ancora una volta, assestata su messaggi sociali che nulla hanno a che vedere con gli oggetti conservati: l’hashtag #iorestoacasa, richiamo al rispetto delle regole a beneficio della comunità, è circolato sui social di tanta parte delle istituzioni culturali.

IL POTERE DEL DIGITALE

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