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Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: come la Realtà Virtuale può innovare la formazione sulla sicurezza sul lavoro

Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: come la Realtà Virtuale può innovare la formazione sulla sicurezza sul lavoro

Negli ultimi mesi il settore della formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro sta vivendo un momento di profondo cambiamento.

L’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, ha aggiornato il quadro normativo della formazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 81/2008, introducendo un approccio più moderno e orientato alla qualità della didattica.

Tra gli aspetti che stanno suscitando maggiore interesse c’è la possibilità di utilizzare strumenti digitali e metodologie innovative, tra cui la Realtà Virtuale (VR), per migliorare l’efficacia dell’apprendimento e delle esercitazioni pratiche.

Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto diverse richieste da enti di formazione interessati a capire se sia possibile integrare la VR nei corsi dedicati ai lavori in quota, agli spazi confinati, all’antincendio e ad altre attività ad alto rischio. Anche nella recente telefonata con un ente formativo, il tema principale era proprio comprendere se le simulazioni VR possano essere considerate una modalità valida di supporto alla formazione pratica e come progettarle in modo conforme.

Huawei VR Glass 6DOF è un visore dedicato al gaming: è stato annunciato dall'azienda cinese nel corso del 2020 World VR Industry Conference Cloud Summit con l'obiettivo di offrire agli utenti uno strumento in grado di migliorare l'esperienza rendendola sempre più immersiva e "naturale" nei movimenti e nella gestione del dispositivo

Cosa cambia con il nuovo Accordo Stato-Regioni?

Il nuovo Accordo rappresenta un punto di svolta perché riunisce e aggiorna la disciplina della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’obiettivo è uniformare criteri, contenuti e modalità di erogazione della formazione, lasciando spazio anche a metodologie didattiche più evolute rispetto alla tradizionale lezione frontale.

È importante chiarire subito un aspetto.

Il nuovo Accordo non afferma che la Realtà Virtuale sostituisce automaticamente tutte le prove pratiche.

Questa interpretazione sarebbe scorretta.

Quello che emerge, invece, è un’apertura concreta verso strumenti capaci di rendere la formazione più efficace, coinvolgente e aderente ai contesti operativi reali.


Il ruolo delle tecnologie immersive

A confermare questa direzione è anche un documento tecnico pubblicato da INAIL, dedicato proprio alle novità introdotte dall’Accordo.

Il documento evidenzia come metodologie innovative basate su:

  • Realtà Virtuale (VR)
  • Realtà Aumentata (AR)
  • Realtà Mista (MR)
  • Serious Games
  • Intelligenza Artificiale Generativa

possano contribuire a rendere la formazione più esperienziale, favorendo il coinvolgimento del discente e l’acquisizione di comportamenti sicuri.

Non si tratta quindi di sostituire il formatore.

Si tratta di fornire nuovi strumenti che possono integrare la formazione tradizionale, migliorando il livello di attenzione e la possibilità di simulare situazioni difficili da riprodurre nella realtà.

Perché gli enti di formazione stanno iniziando a interessarsene

Durante una recente consulenza con un ente che organizza corsi obbligatori sulla sicurezza è emersa una domanda molto significativa.

L’interesse non era rivolto tanto ai visori in sé, quanto alla possibilità di rendere i corsi più pratici, più semplici da gestire e più efficaci, mantenendo il rispetto delle prescrizioni normative. Tra i temi affrontati figuravano la validità delle simulazioni, la personalizzazione degli scenari e la necessità di riprodurre fedelmente DPI, procedure e passaggi operativi.

Questa è probabilmente la domanda che molti enti di formazione si porranno nei prossimi mesi.


La Realtà Virtuale non è un software “standard”

Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio la progettazione.

Ogni corso presenta procedure, DPI, attrezzature e modalità operative differenti.

Una simulazione dedicata ai lavori in quota non è uguale a una simulazione antincendio.

Un corso per spazi confinati richiede scenari completamente diversi rispetto alla formazione per carrellisti.

Per questo motivo, oggi la maggior parte dei progetti nasce su misura, costruendo ogni esperienza insieme agli esperti della sicurezza e ai formatori.


I possibili vantaggi

La Realtà Virtuale permette di:

  • simulare situazioni di rischio senza esporre il lavoratore a pericoli reali;
  • ripetere le esercitazioni più volte;
  • standardizzare alcune esperienze formative;
  • aumentare il coinvolgimento dei partecipanti;
  • integrare la formazione tradizionale con esperienze immersive.

Naturalmente ogni progetto deve essere valutato nel rispetto della normativa e degli obiettivi formativi previsti.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni apre una fase di grande innovazione per il settore della formazione sulla sicurezza.

Sebbene molti aspetti applicativi siano ancora in evoluzione, è evidente che le tecnologie immersive stanno entrando nel dibattito tecnico e nelle strategie di numerosi enti di formazione.

Per aziende, scuole di formazione e consulenti HSE questo è probabilmente il momento migliore per iniziare a comprendere le potenzialità della Realtà Virtuale, sperimentare progetti pilota e prepararsi a un’evoluzione che nei prossimi anni potrebbe cambiare il modo di insegnare la sicurezza sul lavoro.

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